Palantir
L'occhio di Sauron tra Silicon Valley e Intelligence
el panorama tecnologico globale, poche aziende evocano un misto di ammirazione e timore come Palantir Technologies. Fondata nel 2003, l’azienda prende il nome dalle “pietre veggenti” del Signore degli Anelli, capaci di mostrare eventi lontani nel tempo e nello spazio. Una metafora perfetta per una società nata in una delle ore più buie della storia recente.
Palantir nasce, infatti, dalle ceneri dell’11 settembre 2001. In quel clima di vulnerabilità, il co-fondatore di PayPal Peter Thiel intuì che il fallimento dell’intelligence non era dovuto a una mancanza di dati, ma all’incapacità di collegarli. Mentre le agenzie governative annegavano in silos di informazioni non comunicanti, Thiel immaginò un software capace di trovare l’”ago nel pagliaio” terroristico unendo tracciamenti finanziari, tabulati e spostamenti fisici.
Alex Karp: Il filosofo che non guida
A guidare questa visione non fu un ingegnere, ma un filosofo: Alex Karp. Laureato in legge a Stanford e con un dottorato in filosofia alla Goethe di Francoforte, Karp è l’antitesi del CEO della Silicon Valley. Vive in una casa quasi vuota, è un fanatico del tai chi e non sa guidare l’auto.
Si racconta che Thiel scelse Karp proprio per la sua natura eccentrica e la sua capacità di tradurre concetti matematici in dilemmi morali. In un contesto dove la privacy è costantemente sotto attacco, Karp ha costruito un’intera narrazione filosofica attorno a Palantir: l’idea che solo un software potente possa proteggere le libertà civili prevenendo il terrorismo senza ricorrere alla sorveglianza di massa indiscriminata. Una posizione discussa, ma che ha reso Karp un “leader-intellettuale” unico nel settore.
Cosa fa esattamente Palantir?
Palantir non “vende” dati; vende il sistema per dar loro un senso. I suoi prodotti principali sono:
Gotham: Utilizzato da CIA, FBI e Difesa per identificare minacce criminali e terroristiche (si dice sia stato fondamentale per la cattura di Bin Laden).
Foundry: La versione “commerciale”, usata da colossi come Airbus e Ferrari per ottimizzare le catene di montaggio e i dati di gara.
Apollo: Il sistema operativo che permette al software di girare ovunque, dai server sicuri ai droni sul campo di battaglia.
Il mercato: Una corsa verso i 10 miliardi
Dopo anni di scetticismo, il titolo PLTR è diventato un pilastro dei portafogli legati all’AI. Proprio in questi giorni (febbraio 2026), l’azienda ha sorpreso i mercati con risultati record: un contratto potenziale da 10 miliardi di dollari con l’Esercito USA e l’adozione ufficiale della piattaforma AIP (Artificial Intelligence Platform) da parte della NATO. Il titolo ha mostrato una resilienza eccezionale, trainato dalla capacità di generare profitti reali mentre molti competitor dell’AI bruciano ancora cassa.
Sviluppi futuri: L’intelligenza di frontiera
Il futuro di Palantir è la difesa autonoma. Con i recenti accordi per accelerare la produzione navale USA (448 milioni di dollari) e l’espansione dei “Bootcamps” (sessioni intensive dove le aziende imparano a usare l’AI di Palantir in pochi giorni), l’azienda punta a diventare il sistema nervoso centrale dell’Occidente. Come dice spesso Karp: “Siamo i primi a portare il software commerciale dove prima c’erano solo contratti governativi inefficienti”.
Palantir rimane un’azienda polarizzante, ma in un mondo di crescenti tensioni geopolitiche, il suo ruolo di “ponte” tra bit e sicurezza nazionale sembra ormai inscalfibile.

